Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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domenica 28 agosto 2011

Ricordo di San Costantino Calabro

Tra i miei ricordi di bambina, non può mancare un ricordo di San Costantino Calabro, il paese di mio padre e quindi dei miei nonni.
Un paesino di poche anime,che dista pochissimi Km da Vibo Valentia e
svuotato come tanti, dall'emigrazione.
Mia nonna è mancata quando ero ancora bambina e la ricordo poco, ma ho un bel ricordo di qualche estate passata là, nella sua casetta che affacciava sulla campagna circostante. Abitavano infatti fuori paese e ricordo quando, di fronte a loro iniziarono a costruire "l'istituto", come lo chiamavano.

In realtà era una scuola professionale,più all'avanguardia per quei tempi, di tutta la provincia:


O.I.E.R.M.O. Prof. Pro Juventute (Opera per l'istruzione e l'educazione religiosa morale e professionale della gioventù)

La casa dei nonni era proprio di fronte e ricordo quell'enorme scheletro che cresceva a vista d'occhio e quasi faceva impressione per la sua imponenza. Era tutto un brulichio di muratori e andirivieni di camion. Poi, un giorno, dopo un pò che non tornavo, lo trovai finito e completato. Mi sembrava bellissimo e moderno.



Del paese non ricordo molto. Io giocavo fuori, in giro per i campi intorno alla casa dei nonni che ora hanno lasciato posto a strade larghe e nuove, a villette moderne.
Ricordo che sopra la collinetta, dal lato opposto dell'Istituto c'era un bar che funzionava anche da centralino. Negli anni settanta/ottanta, ancora non tutti avevano il telefono in casa e noi, che abitavamo ad Acquaro, chiamavamo lì, in quel bar. Il proprietario sempre gentilissimo andava da mio nonno che abitava a pochi metri e lo avvertiva.Sembrava contento ogni volta che chiamavamo e per nulla infastidito del disturbo.
Mio nonno arrivava ed aspettava la seconda telefonata.Mi pare ancora di sentire la voce di mio nonno che quando parlava gridava sempre. Era un pò sordo per via di una bomba che gli era scoppiata vicino in guerra e quindi, senza rendersene conto aveva un tono di voce abbastanza alto.
Quando trascorrevamo con loro un pò di giorni, portava noi nipoti al bar a comprare il ghiacciolo che allora era un classico e ci presentava orgoglioso ai suoi amici e compaesani.
Adiacente alla casa c'era un orto che girava intorno e un rigoglioso caprifoglio copriva tutta la rete spandendo il suo dolce profumo. Un anno poi, decisero di costruire un muro per fare un garage ed il caprifoglio sparì lasciando posto ad una pianticella di roselline rampicanti che in poco tempo divenne l'attrazione della facciata. Era meravigliosa tutta in fiore!
Della casa ricordo la cucina col pavimento grigio e marrone e l'enorme tavolo che stava al centro. La finestra sempre aperta che dava sulla strada e chiunque passava sostava a scambiare due chiacchiere con mia nonna. Si conoscevano tutti!
Mia nonna aveva le mani d'oro. Sapeva ricamare, faceva l'uncinetto...tipiche cose di una volta che facevano tutte le madri di famiglia.A parte l'orticello dietro casa, non avevano campagna.
Come dicevo, mia nonna morì presto e dopo qualche anno, mio nonno si risposò. La nuova moglie era tutt'altra cosa, ma era una buona donna affezionata a noi nipoti.Quando venivano a trovarci a casa ad Acquaro portava sempre dei regali per tutti, soprattutto piante perchè sapeva che mi piacevano. In fondo sono contenta perchè gli ultimi anni li hanno condivisi tenendosi compagnia e facendo qualche pellegrinaggio per uscire dalla routine.
Dopo che anche il nonno è mancato non sono più ritornata in quella casa. Ci sono tornata molti anni dopo con mio marito per curiosità, per rivedere i vecchi luoghi. Era tutto cambiato. Oggi, rivedendola con lo street wiew, è cambiata ancor di più. A parte l'istituto, sembra di entrare in un altro luogo, in un altro mondo.




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