Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











Clikka sulla mia pagina FB

sabato 17 settembre 2011

A "gozza"

'A "gozza" era un vaso di terracotta, piuttosto panciuto, con due manici o anse laterali ed un collo stretto, utilizzato  soprattutto per l’acqua , ma talvolta anche per il vino. I greci lo chiamavano βόμβος ed il latini bombus, da qui sicuramente ne deriverebbe il nome "bummulu", in alcuni luoghi di Calabria e Sicilia.  Il contenitore veniva ampiamente adoperato sia dai nostri antichi contadini che dalle massaie ed era particolarmente caro alle famiglie, ma, quando ancora non c’era la possibilità di mantenere l’acqua o il vino freschi, soprattutto in estate, era consuetudine ricorrere ad uno stratagemma che ancora oggi molti anziani del nostro paese ricordano. Appena "a gozza" veniva comprata e riempita di liquido, nessuno poteva avvicinarsi, o meglio era vietato alle donne di prenderla, in quanto soltanto il capofamiglia o comunque un maschio doveva accingersi ad un primo, lungo sorso dal vaso, perché così facendo l’acqua o il vino si sarebbero mantenuti per sempre freschi, anche sotto il sole

Nessun commento:

Posta un commento

Se ti va lasciami un saluto. Mi farà piacere sapere che sei passato di qua e ti sei soffermato. Grazie