Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











Clikka sulla mia pagina FB

sabato 10 settembre 2011

Il mistero di Malamotta

Tanti anni fa, quando ero ancora una bambina, avevamo un uliveto su, nelle campagne limitrofe ad Arena (Maguli). La strada per arrivarci era uno stretto sentiero che s'arrampicava su per la collina di Malamotta e passava vicino alla famosa casetta diroccata di qualche post più sotto.
Non era tanto vicino al paese ed ogni volta era veramente una sfacchinata salire e scendere, magari carichi di sacchi di ulivi. Poi, per fortuna  lo vendemmo, ma non abbandonammo quella strada, perchè sempre su quella collina, ma più sotto, c'era l'uliveto di mio nonno. Quel sentiero, quindi, ho avuto modo di conoscerlo molto bene

Le colline di Acquaro, hanno ognuna una vegetazione caratteristica, ma la macchia mediterranea prevale sempre. Soprattutto Malamotta, che si staglia sulla piazza principale, è un tripudio di eriche, corbezzoli, ginestre e biancospini quasi ovunque. Quasi, appunto...

Addentrandosi un pò,  lasciando alle spalle la parte che si scorge dal paese, il sentiero si appiana per un pezzo. Negli anni ottanta cercarono di fare una strada da percorrere con mezzi, ma da allora, tolta molta della naturale vegetazione, vi è maggior  pericolo di allagamenti e frane verso il paese.
Nel punto dove la strada sembra più scorrevole, sulla sinistra, salendo, c'era un pezzo di territorio che ai nostri occhi sembrava un pò inquietante. Sono passati molti anni e non saprei come definirlo, ma il ricordo è ben vivo nella mia mente. Era un luogo nerastro e rossiccio insieme, con sparuti ciuffi d'erba insignificante qua e là. Si estendeva per una decina di metri e la terra, sempre dura, anche dopo molte piogge,  sembrava ricoperta da una crosta scura e liscia. Dava subito nell'occhio proprio perchè mancava del tutto la bella  vegetazione che c'era  intorno.
Per bravi geologi quel terreno sarebbe a dir poco insignificante, ma per la gente del paese aveva  un significato nascosto  tramandato nel tempo.
Ricordo mia nonna e mia madre che mi raccontavano sempre la stessa  storia scarna di notizie.
Molti anni addietro, quando, anche ad  Acquaro  c'era il brigantaggio, si narra che dei briganti si fossero nascosti su Malamotta e si fossero spartiti il bottino di un furto prezioso ed inconsueto: un crocifisso d'oro rubato in una chiesa. Da allora, su quel terreno, teatro di un simile scempio, Dio per punizione, pare non voglia più far crescere nulla.
Del resto, anche la casetta diroccata, col pino, che guardava tutto il paese, si narra che fosse un rifugio di briganti, vedendo da giù delle strane fiaccole che illuminavano la notte.
Nei miei ricordi, ascoltando quelle storie, rivedo ancora la paura con cui siamo cresciuti avvolti dall' alone di mistero che aleggiava  e che riportava echi di fantasmi e briganti cattivi (jerjiani) che giravano di notte nascosti da  lunghi mantelli neri. Per questo, la notte, soprattutto, durante i temporali, evocava cattive visioni che facevano tremare ed immaginare strane storie tramandate. Non so se il terreno sia ancora incolto. Se lo è ci sarà sicuramente una spiegazione scientifica, ma a ripensarci bene è anche bello che ogni paese abbia la sua storia e soprattutto le sue leggende.

scritto da
(Anna Maria Chiapparo 2011)

Nessun commento:

Posta un commento

Se ti va lasciami un saluto. Mi farà piacere sapere che sei passato di qua e ti sei soffermato. Grazie