Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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sabato 17 settembre 2011

A zia Marianna e il cuculo

La leggenda popolare narra che gli antichi contadini del Sud credevano che il cuculo, ‘u cuccu conoscesse il destino di ogni uomo e fosse in grado di rivelare con il suo canto il momento del matrimonio e della morte: ogni gorgheggio corrispondeva ad un anno. Una antica leggenda popolare racconta che ‘za Marianna, una anziana signora del Pollino si rivolse allu cuccu, con una filastrocca, per sapere quanti anni gli restavano ancora da vivere. Dopo diversi ritornelli la vecchia ricevette la risposta dal cuculo con tre canti ripetuti: Cucù, cucù, cucù. Allora la donna, già in età avanzata, comprendendo che gli rimanevano soltanto tre anni di vita, consumò tutti i suoi beni ma allo scadere del terzo anno  la vecchia non morì affatto  e  si ritrovò senza nessuna cosa per sopravvivere. La poveretta, colpita dalla sfortuna ed ingannata dall’uccello fu costretta a mendicare e, mentre chiedeva l’elemosina,  ripeteva all’infinito la seguente cantilena: ‘za Marianna è arrabbiata che il cuculo l’ha ingannata. Fate l’elemosina a ‘za Marianna che il cuculo gli ha rubato gli anni .(Antonio Iannibelli)

Ad Acquaro, ricordo da piccola, che il cuculo si sentiva verso il periodo di maggio, perchè ghiotto di ciliege mature in quel periodo. Anche da noi c'era una filastrocca che si soleva cantare chiedendo il responso all'uccellino che rispondeva coi suoi cucù:

Cuccu, cuccu di Militu,
quanti anni 'nci vola u mi maritu?

Cuccu, cuccu d'uaru,
quanti anni 'nci vola pemmu muaru?

Cuculo di Mileto, quanto ci vuole perchè io mi sposi?
Cuculo d'oro, quanto ci vuole perc hè io muoia?

Ogni cucù, sembrava significasse un anno, ma come ben ci spiega la zia Marianna...non era tanto affidabile questo simpatico  "divinatore"... direi burlone!

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