Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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lunedì 8 luglio 2013

Il profumo di luglio

Ogni mese ha il suo o i suoi profumi che affiorano inevitabilmente dal passato.
Luglio ha il profumo dell'origano raccolto nelle campagne più nascoste, quelle più lontane dal paese. Vedevi le piccole chiome affiorare per caso tra rovi e cespugli. Le mamme avevano quasi sempre i loro posticini segreti come accadeva coi funghi in autunno...che bello andar dietro e cercare di fare anche noi i nostri mazzolini profumati! Qualcuno da ragazzo ci andava apposta per poter fare qualche gruzzoletto per la festa di San Rocco, andandolo a vendere ai vicini anziani o alle signore che in campagna non ci andavano quasi mai...Quel profumo che s'attaccava alle mani e restava per tutto il giorno anche se ti lavavi di continuo. I mazzetti legati, venivano messi a testa in giù ad essiccare lontani dal sole per non farlo annerire e una volta a puntino veniva richiuso in un sacchetto di carta o meglio sbriciolato dai rametti ormai secchi e conservato in barattoli di vetro.Che profumo ogni volta che veniva aperto! L'estate sembrava ritornare ogni volta e travolgere tutto col suo sapore e colore!
Guai a raccoglierlo dopo luglio. Non portava bene. Almeno era un'usanza, una diceria paesana che se si poteva era meglio evitare...non sia mai...
in verità ad agosto l'origano era ormai sfiorito e le corolline erano tutte innevate di minuscoli fiorellini bianchi.Forse da questo derivava la diceria.
Nonostante tutto, in tutte le case, l'origano fresco non mancava mai.Raccolto di proprio pugno o comprato o regalato, arrivava sempre.
E non solo!Viaggiava pure!Viaggi per il nord e per l'estero. Il profumo dell'origano calabrese inondava l'Italia da una punta all'altra.
Mi chiedo se c'è ancora qualcuno che gira per i "timpuni" a cercar verdi corolle...chissà, magari sì. Certo in tutti i supermercati del mondo o anche nella più piccola botteguccia di paese l'origano lo trovi già pulito e confezionato, ma vuoi mettere il suo profumo con quello raccolto dalle tue mani, quando lo apri? (Anna M.C. ----ricordi)