Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











Clikka sulla mia pagina FB

domenica 5 gennaio 2014

Profumi e colori di dicembre


 
Arrivava sempre presto dicembre. Sembrava inevitabile pensare che il tempo volasse via veloce appena finita l'estate. Sapeva di rito scaramantico pensare che l'anno vecchio veniva "subito" archiviato, guardando a quello nuovo pieno di speranze.
Salvo poi ammettere che ogni anno aveva sempre le sue pene e i suoi affanni...praticamente uguale a quello andato...
 
Faceva freddo e spesso la mattina, lungo i viottoli di campagna, la brina gelata  brillava come preziosi brillanti nel sole pallido che svogliatamente, s'alzava a cominciare il nuovo giorno.
 
Erano tanti ed unici i profumi dell'ultimo mese dell'anno.
Il profumo più bello era quello del muschio che raccoglievo per il presepe, ma mi piaceva tanto sentire l'odore della legna che bruciava nel camino e scoppiettava in mille scintille veloci. Era là, accanto al camino, da sola, che riuscivo a varcare i confini dell'infinito, quando fuori scrosciava la pioggia. Spesso mi rannicchiavo a leggere o scrivere pensieri, allora, forse un po' sconclusionati..
.     
L'odore acre del fumo che fuoriusciva dai comignoli, permeava l'aria costantemente.
Ed era in campagna che stavo più bene. Nell'erba bagnata di pioggia o semplice rugiada. Nelle zolle che "fumavano" asciugandosi al sole. Sotto gli argentei ulivi che grondavano piangenti o stormiti dal vento che s'insinuava curioso e veniva a stuzzicare... 
E che dire del Natale?  
Il nostro Natale non era luccicante di luci e carte scintillanti, ma profumava di agrumi appena raccolti, di  pignolata fatta in casa, di "curujicchie" appena fritte... 
profumo di bosco e di mirtillo selvatico, di corbezzoli maturi, di muschio appena raccolto.
Nenie lontane, dolcissime che arrivavano all'improvviso da un luogo indefinito, si spandevano per l'aria da zampogne curiose che sbucavano per le vie...
 
Erano sempre corte le giornate fatte di campagna e di poco altro. Tutti ce ne stavamo rinchiusi nelle nostre cucine, calde di camini, stufe e bracieri... e passava il tempo ora inesorabile, or lentamente lasciando dentro già la nostalgia del ieri appena passato o la speranza del domani da vivere. 
 
Il grigio del cielo, sprazzi d'azzurro tra nuvole incerte. Il giallo ormai spento dei castagni addormentati e l'argento degli ulivi, unici cavalieri del tempo che archiviavano storie di vita vissuta...questi i colori di dicembre che voglio ancora ricordare, piuttosto che bagordi di folle impazzite per centri commerciali, luccichii artificiali che abbagliano il cuore, "canzoni sparate" a pieni decibel per le vie del commercio cittadino e stelle rosse che appena passate le feste finiranno la loro breve vita in cassonetti stracolmi di pacchi e pacchetti ormai scartati e bottiglie svuotate...
 
(Anna M Chiapparo - 16 Dicembre 2013)

Nessun commento:

Posta un commento

Se ti va lasciami un saluto. Mi farà piacere sapere che sei passato di qua e ti sei soffermato. Grazie