Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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sabato 12 luglio 2014

La vecchia cartella della zia

La vecchia cartella della zia

Quando passavo i lunghi e spesso noiosi pomeriggi dalla nonna, cercavo sempre di tenere mani e mente, occupate il più possibile, ma il più delle volte non c'era la giusta concentrazione per leggere qualcosa e quindi preferivo quasi sempre portarmi dietro l'uncinetto.
Un giorno, per caso, scoprii la vecchia cartella di scuola di mia zia, e da allora divenne per me come un piccolo inusuale tesoro tutto mio.
La zia, non era tanto accondiscendente però, e non mollò mai la presa. Non era cattiva, ma semplicemente fatta a modo suo e a volte un po' scorbutica.
Se ti regalava qualcosa non la finiva mai di ricordartelo, altrimenti, se diceva no, era no per sempre e raramente cambiava idea.
Non aveva figli, ma nonostante ciò penso non abbia mai legato a fondo con noi nipoti proprio a causa del suo particolare carattere.
Era molto gelosa delle sue cose, ma sapeva anche essere generosa...quando le andava.
Inutile dire che l'estro creativo era in me già da allora, ancora adolescente e subito m'innamorai di quella vecchia cartella rugosa, quasi rattrappita dal tempo, ma ancora in buone condizioni perché tenuta come una reliquia.
La trovai un pomeriggio afoso, in piena estate mentre aiutavo mia zia a cercare qualcosa che non ricordo più. Era nel sottoscala chiuso con una bella tenda di pizzo
che celava un lettino singolo dove ogni tanto noi nipoti ci fermavamo a dormire. Era avvolta in carta pacco ed infilata in una busta di plastica.
Aveva due chiusure simili a quella della foto ed il colore era di un marrone scuro.
La vecchia cartella che usavano negli anni 40/50.
Subito la zia m' intimò di rimetterla a posto che quella era la sua cartella e la voleva tenere per ricordo... Io prendendola un po' in giro, almeno in questo non se la prendeva, anzi, era un tipo abbastanza scherzoso ed alla mano con tutti, la aprii e mi ritrovai in mano uno splendido libro di italiano, mi pare di terza o quarta elementare più un sussidiario dello stesso anno.
Inutile chiederle di regalarmela, conoscendola...
La zia continuò a borbottare, ed io le chiesi almeno il permesso di sfogliarli, di leggerli. Ci misi un po', ma la spuntai. Mi sedetti e cominciai a fogliare quelle pagine ormai ingiallite con molta cura, ma anche avida e curiosa. Ricordo che leggiucchiai qualcosa qua e là, convinta che avrei avuto modo in seguito di portare a termine la mia impresa. Sfogliai anche il sussidiario e poi rimisi tutto a posto.
Da quel giorno il mio pensiero rimase incantato tra quelle pagine, ma la zia era un osso duro e a volte ho anche pensato che me lo facesse per dispetto a non darmi quel libro che desideravo tanto leggere, chissà...
Arrivò il tempo che gli zii dovettero partire per la Puglia, terra dello zio, dove aveva i parenti e la mia mente cominciò ad architettare il modo per poter leggere finalmente quel libro, ma non ci fu bisogno di grandi manovre perché per fortuna io e la nonna eravamo abbastanza complici e quando glielo chiesi non fece tante storie. L'unica sua paura, conoscendo la figlia, era la sua reazione "tragi-drammatica", ma io la rassicurai che avrei messo tutto a posto per bene.
In quei giorni di vacanza della zia, lessi e rilessi finalmente il mio amato libro di scuola elementare di una quarantina di anni prima ed ogni volta era una emozione diversa. Sfogliavo le pagine lentamente come fossero di carta velina, ma in realtà erano molto spesse ed il libro ben tenuto non mostrava nemmeno i segni del tempo se non in una patina giallognola e qualche macchia qua e là.
Mi par di vedere ancora le poesie brevi brevi con le figurine dolci di candide fanciulle con le treccine, i codini... Quasi sempre, in ogni illustrazione figurava anche un animaletto: un cagnolino, un gattino, una farfalla, un uccellino...le classiche figurine anni 50 che fanno tanto cartoline vintage.
I racconti...mi sembra tornar bambina quando vado a ritroso nel tempo dietro a questi semplici ed ingenui ricordi...La moglie stolta- coi suoi due ceci e le duemila tagliatelle...la fidanzata pensierosa che fece cadere tutto il vino in cantina, assalita da mille dubbi....
Già, qualche ricordo volteggia ancora tra i meandri della mente...
Ogni tanto parlavamo della vecchia cartella, ma più insistevo a chiedergliela, peggio era. Non me la diede mai, nemmeno per leggere le storie (rimase un segreto tra me e la nonna) anche se a me in realtà interessava il vecchio libro di lettura...

Non so perché stasera mi è venuta in mente questa vecchia storia...
Passarono gli anni e gli zii si trasferirono in Puglia l'anno in cui mi sposai ed anche se andai a trovarli, non ne parlammo più, anche perché, forse, non ci ho più ripensato...La zia ormai non c'è più e stasera mi ritrovo a pensare alla fine di quella vecchia rugosa cartella di scuola sopravvissuta al tempo che aveva ammaliato così tanto un'adolescente avida di letture.
Da allora amo tanto le vecchie immagini vintage ed ho anche una piccola collezione di cartoline illustrate anni 50/60. Inutile dirvi che le più amate sono quelle con le dolci figure di bambini dell'epoca.

(A/ C 2014)


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