Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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giovedì 19 marzo 2015

Corajsima (Quaresima)


fonte: https://www.facebook.com/cultura26?pnref=lhc
Corajsima, moglie di carnevale, è una bambola di pezza che simboleggia la Quaresima (periodo di penitenza). Anticamente si appendeva agli usci delle porte. La vecchia teneva in mano il fuso e ai piedi un'arancia o una patata dov'erano infilate sette penne di gallina che venivano estratte una alla settimana. L'ultima penna corrispondeva alla Pasqua. 
La Quaresima, la bambola di stoffa che faceva la nonna, era vestita con il vestito di gala, il fazzoletto in testa e insieme al fuso portava una collana di peperoni secchi, perchè il periodo quaresimale aboliva le abbuffate. Ai piedi aveva un’arancia con sette penne di gallina; la nonna ne staccava una alla settimana fino a Pasqua e la bruciava nel camino, perchè quel fumo tenesse lontani gli spiriti dalla casa. Quella bambola piccolina era un “segnatempo”, all’epoca della nonna.
(Maria Zanoni)https://www.facebook.com/cultura26?pnref=lhc

Questa antica tradizione ormai in disuso, era molto in voga in molti  centri della Calabria. 

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