Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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martedì 14 luglio 2015

Il profumo del silenzio

Foto dal web



Io  ho viaggiato poco e niente, ma se dovessi scegliere una meta, sceglierei sicuramente un posto tranquillo, pieno di natura, dove il tempo sembri danzare un lento malinconico che invita  a sognare, a meditare.
                  Non c’è bisogno di andar lontano per trovare posti del genere.
                  La Calabria è piena di gioielli simili dove la contemplazione è un dono che  purtroppo pochi sappiamo assaporare e gustare, stritolati dalle spire del tran tran quotidiano. Serra San Bruno e tutto il circondario, sono  luoghi d’ incontaminata bellezza dove la natura regna ancora sovrana.
L’aria è satura di profumi antichi e quello di  resina, portato dal vento, certi giorni inebria dolcemente.
Mi piaceva passeggiare per le stradine del centro, dove le case attaccate una all’altra, sembravano sostenersi a vicenda per non crollare.
I selciati, in alcuni punti lisci lisci per le intemperie ricordavano le pietre di fiume levigate dall’acqua… e dove il sole faceva fatica ad entrare, tipico di tutti i centri storici,  il muschio colorava col suo  verde, i basamenti dei muri.
Muri scorticati dal tempo, ritoccati negli anni, abbelliti e colorati con tinte sgargianti…
Tutti diversi eppure tutti uguali. Custodi di un remoto passato saturo  di sussurri d’innamorati, di chiacchiericci di comari, di grida gioiose di bambini scorrazzanti, di rosari sgranati su  vecchie seggiole impagliate. Preghiere di madri speranzose e di cuori affranti…
La domenica,  un coro di campane antiche risuonava nel silenzio del mattino ed invitava alla preghiera. Forse anche tante altre cose invitavano alla preghiera…
Gli zampilli delle fontanelle dislocate qua e là, l’eco del torrente che scorreva in mezzo al paese, lo stormire del vento tra i rami degli abeti…e il silenzio.
Il profumo del silenzio non ha prezzo, ma per trovarlo bisogna saperlo cercare anche dentro di noi estraniandoci dal caos della vita.
Quando inizi a percorrere il viale che porta alla Certosa di San Bruno, se non fosse per le auto che circolano, sembrerebbe di essere catapultati indietro di secoli.
Cullati dal dolce fremito delle foglie degli alberi che creano un tunnel naturale, sembri varcare un mondo ormai perduto, chiuso come in uno scrigno prezioso dove l’eco del tempo risuona in lontananza.
Le antiche mura che celano la vita dei Certosini intenti alla loro preghiera, sembrano rimandare di sottofondo la nenia dei loro cori sommessi e ne pregnano l’aria.
Basta ascoltare col cuore…
Uno sguardo al cielo che sovrasta la grande costruzione, sembra innalzarti  e rapirti verso l’infinito.  Un oceano d’infinito in un mare di silenzio che colma l’animo del viandante stanco lungo il viaggio della vita.
Un’oasi di pace e meraviglia, i torrenti, i boschetti e le radure  a Santa Maria Del Bosco.
Il laghetto di San Bruno che brilla di monetine al sole.
Una flebile preghiera e la speranza quasi scaramantica del gesto ci ricordano la miseria umana che s’aggrappa a tutto a volte, tranne che al sacrificio, alla penitenza, come invece il Santo dovrebbe insegnare.
Il Santo che ha lasciato il mondo per ritirarsi nell’eremo  a contemplare Dio e la natura che esprime il suo immenso amore.
E finisce il viaggio dei miei ricordi cullati dal tempo, portati dal vento…
Mi fermo davanti al sagrato della chiesa  di S. Maria dove danzano ancora attimi d’eterno e il profumo del silenzio che rinfranca, diventa preghiera del cuore e supplice speranza.

Anna Maria Chiapparo