Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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lunedì 28 marzo 2016

Quando fare il pane diventa devozione

 Il 19 marzo, festa di San Giuseppe,
in molti paesi di Calabria era uso  fare "i pizzatejia" (panini) da regalare a parenti e vicini.
Un tempo si facevano solo di mais e si poggiavano su una foglia di vite prendendone il caratteristico profumo. Alcuni li facevano di farine miste come ho fatto io ( nelle foto), bianca (hjuruta) e di mais.
 Si mettevano poi in ceste di canna e si distribuivano finchè finivano. Spesso questo compito era affidato a noi bambine. I panini si dovevano dare a chiunque incontravamo per strada, anche a chi per  futili motivi non ci rivolgeva più la parola. Quel gesto a volte bastava per far ritornare la pace.







In altri paesi si usava "u cumbitu" cioè un invito, un tempo ai poveri del paese, ad un pranzo a casa propria a base di tredici pietanze di pesce, verdura e frutta. Nella casa ospitante tre figuranti rappresentavano la Saca Famiglia e assaggiavano per primi i piatti, poi gli altri. Un pasto era riservato anche ai vecchietti soli del paese ai quali lo portavano fino a casa. Questa tradizione è ancora in uso 
a Limpidi, frazione di Acquaro.  Nel circondario si usava invece offrire pasta e ceci


Anna M. Chiapparo

(Foto mie)

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