Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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sabato 24 giugno 2017

A pignara i Malamotta




Foto tratta dal libro: Acquaro nella storia e nella tradizione.
(Proprietà di Rocco Citino)


L'immagine simbolo di Malamotta, la nostra collina, é da sempre un alto pino marittimo che cresceva accanto ad una casetta diroccata. 
La casetta e il pino, per l'altitudine erano ben visibili da molti punti del paese tanto da sembrare quasi due silenziosi e discreti guardiani.
Mentre il pino era in pieno rigoglio, la casetta bipiani, era ormai in rovine e il mesto pino sembrava osservare il lento decadimento della sua compagna costruita da mano d'uomo...
Ogni paese ha le sue leggende e quale posto migliore per Acquaro, che la sua più maestosa collina a far da scenario?
I nostri vecchi raccontavano delle scorrerie dei briganti che lassù si nascondevano tra gli arbusti della macchia mediterranea spostandosi in lungo e in largo e naturalmente la vecchia casetta era spesso protagonista dei loro ritrovi notturni. Qualcuno giurava di vedere nella notte, fiamelle di torce che vagavano qua e là e perciò si ripromettevano di starne lontani. Dal canto loro, i briganti, semmai si siano accampati davvero lassù, questo volevano, non certo rompiscatole fra i piedi.
La leggenda dei "jerjiani" (mostri cattivi/briganti) raccontata ai bambini per farli calmare dai capricci, aveva sicuramente un certo effetto che noi acquaresi ricordiamo un po' tutti...
Tutte le leggende però, col tempo vanno scemando e cadono nel dimenticatoio...spesso annoiano pure...

Le colline calabre, ricche di vegetazione spontanea sono bellissime e affascinano lo sguardo, ma quando ci mette mano l'uomo tutto distrugge.
Pian piano, la collina é stata stravolta per costruire una strada che naturalmente ha cominciato a franare e poi e poi...ma del resto, essendo proprietà privata, é pure logico che ognuno la voglia sfruttare al meglio.

La leggenda della "pignara" comunque finí con un brutto incendio che la divorò letteralmente per giorni finché non udimmo il suo tonfo all'alba di una notte infuocata.
Da allora, un altro simbolo del paese é andato perduto per sempre e rimane maestoso solo nei nostri ricordi sempre più sbiaditi.
(AMC)



https://www.facebook.com/Annamariachiapparo/photos/a.446988438759221.1073741829.437578559700209/498368510287880/?type=3&theater

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