Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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sabato 24 giugno 2017

Botteghe di Calabria

Botteghe di Calabria

Spuntano all'improvviso appena svolti l'angolo.
Seminascoste nei centri storici dei paesini più remoti.
Le bottegucce di paese che profumano di tutto...di terra, mare, sole...
Inconfondibili con la loro aria retrò che sa di campagna e che ti rituffa indietro nel tempo.
I prodotti tipici in bella vista, alla portata di tutti gli sguardi e narici. Alla portata dei ricordi perduti...
E capisci subito se sono botteghe vere o botteghe attira turisti, come le chiamo io.
Le seconde non profumano di vita, non raccontano storie vissute. Raccontano cartoline stampate e calamite di fattura cinese...
Quelle vere ti regalano un sorriso sincero e i proprietari ti danno del "Voi" cercando di ricordare il tuo volto, nelle fisionomie passate e spesso, sfacciatamente ti chiedono chi sei... Gli altri non hanno tempo. Sono presi dal commercio e preda del tempo e delle stagioni che passano in fretta. Ti raccontano della cipolla rossa di Tropea e del loro peperoncino. Ti offrono profumi sigillati in belle confezioni regalo e ti sbandierano svaghi, turismo e commercio. La Calabria sballottata e mascherata di moderno che non ha capito ancora che molti vorrebbero entrare in una botteguccia e portar via come scorta invernale non il solito peperoncino e l'origano fresco, ma i profumi ancora acerbi, veri, genuini, non inquinati dalla pubblicità e dall'inflazione del "caro euro".
Vorrebbero una Calabria ancora vera, non quella stampata ed abusata sulle cartoline.
E mi piacerebbe davvero entrare in una botteguccia con una sola porta. Sentire il fresco degli antichi muri e trovarvi dentro i sigilli del tempo perduto.

(Anna M. Chiapparo)

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