Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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sabato 24 giugno 2017

E' il momento di raccogliere l'aglio

Piantati ad ottobre, spicchio a spicchio, i piccoli germogli sono cresciuti durante tutto l'inverno e la primavera, ingrossando i bulbi.

Mia madre li piantava ogni anno. Una piccola scorta di agli e cipolle non mancava mai. Mi insegnava come fare ed io sempre appresso ad aiutarla. Da lei ho impararato tanti piccoli trucchi dell'orto.
Oggi basta accendere internet e si trova di tutto e di più, ma allora "le cose" si tramandavano a voce e con la pratica...

Le piccole "lenze" (strisce di terra) dell' aglio erano tenute sempre ordinate e pulite dall'erba. Periodicamente ci portavamo la cenere del camino che pare facesse bene. Non ho mai saputo se ciò fosse vero, ma male non faceva....
Mi piaceva zappettarli con una zappetta piccola piccola che da un lato finiva in due corni e, alla fine ero sempre io a prendermene cura...
Quando la pianta era nel pieno rigoglio, fioriva per poi spegnersi lentamente.
Quelle belle code verdi, turgide e svettanti che per mesi avevano cercato il sole, s'afflosciavano tristemente a terra cambiando colore. Diventavano di un triste marroncino/ giallognolo ed
era quella l'ora di estirparli sperando che la pioggia avesse fatto ingrossare e moltiplicare i bulbi piantati.
Venivano via facilmente ma alcuni, testardi come la terra di Calabria, erano cosí radicati da richiedere un aiuto. Bisognava quindi scavare intorno con un bastoncino e levarli piano piano per non rovinarli.
Sembrava una piccola magia.
Piantavi uno spicchio e ne ritrovavi anche dieci insieme...come per le patate.
Da una o addirittura mezza, ne uscivano tante!

Una volta raccolti mia madre li lasciava un po' stesi ad asciugare e quando riteneva che fossero perfetti "li arrestava".
Mi pare di vederla col suo immancabile grembiule, intenta ad intrecciare...
Prima con le forbici tagliava le radici ormai secche e qualche coda che non serviva, poi intrecciava con maestria.
Si, perché anche per fare le reste d'aglio, cipolla o peperoncini, ci vuole garbo e maestria, altrimenti scivolano via, scappano asciugandosi...

Un po' come i ricordi che guizzano curiosi e poi improvvisi sgusciano via.

(Anna M. Chiapparo)




(Foto: venditore di agli - dal web)


https://www.facebook.com/Annamariachiapparo/photos/a.446988438759221.1073741829.437578559700209/488863804571684/?type=3&theater

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