Pensieri...

La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme. (Guido Piovene)











«Se rinuncio ad amare la mia terra, contribuisco a distruggerla».



(Doris Lo Moro)











Chi di noi non ha mai sognato, specialmente in età adolescenziale, di scappare via dalla propria terra, dal proprio paese natìo?



Io penso sia una cosa capitata un pò tutti.



Evadere dalla solita routine, cercare cose e volti nuovi, viaggiare...è normale...



Poi, magari arriva quel tempo in cui ti soffermi a pensare e ripensare e forse t'accorgi che quello che hai trovato, seppur fondamentale, ti ha fatto perdere o lasciare indietro nel tempo, cose che credevi di odiare e non sopportare, e che poi ti stuzzicano, ti cercano, ti mancano...e che forse amavi...solo che non lo sapevi. (Anna)











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sabato 24 giugno 2017

La credenza della nonna (racconto)


Troneggiava in cucina e dalle sue antine vanitose facevano capolino i suoi tesori.
I pizzi e merletti della nonna, ben inamidati spiccavano candidi sul legno di pesante noce ad abbellire le mensole stracolme.
I bicchierini piccoli piccoli, rovesciati per non farvi entrare polvere, la delicata bottiglia con un tralcio di rose dipinte sul fianco panciuto, sempre piena di rosolio.
Le tazzine dal bordo d'oro ben composte sui piattini e la zuccheriera sempre colma di quadretti di zucchero che arrivava dalla Svizzera.
Quelli uscivano, insieme alle tazzine solo per ospiti importanti. Gli altri, lo zucchero lo prendevano sfuso, a cucchiaini.
Gli ospiti importanti...e chi erano? Chi di importante poteva far visita alla nonna?
Oh, ma gli ospiti, importanti lo sono un po' tutti, ma vuoi mettere il dottore con l'ortolano? Don Bruno con la sarta? Il garzone del fornaio con il postino che portava le lettere dall'America?
Eh no! Le tazzine buone e la zuccheriera coi zuccherini uscivano solo per don Bruno e per il dottore...
il dottore...bravo lui!
Andava a trovare la nonna ogni volta che passava là vicino, ma da quando aveva assaggiato il rosolio, altro che caffè! Preferiva sempre un bicchierino e dopo aver misurato la pressione alla nonna, che in fondo stava bene, se ne andava sempre allegro e contento.
Anche don Bruno, la domenica verso le otto, quando le portava la comunione, dato che ormai non usciva più di casa, chissà perché, preferiva sempre un bicchierino del famoso rosolio della nonna.
Fu cosí che la zuccheriera rimase sempre piena e gli altri quadretti belli in fila nel pacchetto chiuso nel di sotto della credenza.
Ogni volta che l'apriva con la piccola chiave con la nappina,
si spandeva un delicato profumo di biscotti, cioccolato e caffé. Era là dentro che teneva il caffè in chicchi da macinare col vecchio macinino e nascosti da qualche parte, in qualche ninnolo, vecchio regalo di nozze, teneva sempre una scorta di biscotti e cioccolatini per noi nipoti.
Un giorno sbuffando prese la bella zuccheriera e la svuotò in un piattino sul tavolo.

"Toh, mi sono proprio stufata di vedere questo zucchero. Non vorrei che arrivassero le formiche! Mangiate."
Noi non credevamo ai nostri occhi. La nonna che teneva quei quadretti come reliquie, ce li stava dando da sgranocchiare tutti!

"Ma nonna, che darai ai tuoi ospiti?"
Noi increduli e con l'acquolina in bocca...dato che non ce lo faceva toccare quello zucchero.

"Ma si, poi metto l'altro..."

Rispose, prendendo una tavoletta di cioccolato da un angolo nascosto.
Noi ci guardammo incuriositi e felici.
É proprio vero che la felicità é soggettiva e relativa.
Per noi bambini quei momenti con la nonna erano attimi di felicità e l'occhio controllava sempre le ante della vecchia credenza. Da qualche parte c'erano i tesori nascosti della nonna che diventavano sempre nostri.
Che i grandi prendessero pure il rosolio, a noi bastava anche un solo quadretto di zucchero.

(Anna M. Chiapparo)

Racconto inventato.
(Tutti i diritti riservati)


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